venerdì 23 novembre 2007

Prendi su e porta a casa


Salvatore Borsellino è fratello di Paolo Borsellino. Salvatore Borsellino non è proprio uno che si possa definire un fan sfegatato di Mastella, basta leggere le lettere che puntualmente manda a Beppe Grillo. Mastella, conscio di ciò, ha tentato l'azzardo di bofonchiare una risposta, ricavandone solamente, come ormai puntualmente gli accade, una sonora lezione di stile ed una clamorosa figura di m...

MASTELLA A FRATELLO BORSELLINO: HO VOLUTO IO PENSIONE PER FAMIGLIA
(Adnkronos) - "
Dopo anni di inadempienze ho fatto concedere io la pensione alla famiglia Borsellino. Gli ricordo che, come vede, non disprezzo le persone per bene che hanno portato avanti un'idea di giustizia nell'ingiustizia". Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa presso la sede dell'Udeur rivolgendosi al fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia. Il fratello di Borsellino era presente ieri sera alla trasmissione di Michele Santoro 'Anno Zero'.

La risposta di Salvatore Borsellino:
"
Voglio far notare in primo luogo al Ministro Mastella che non mi risulta di avergli mai contestato di disprezzare 'le persone per bene che hanno portato avanti un'azione di giustizia nell'ingiustizia' e se pensa che esista una ragione per la quale avrei dovuto farlo. In secondo luogo gli ricordo che, non essendo il sottoscritto né coniuge né figlio di Paolo Borsellino, ma bensì fratello, non può spettarmi alcuna pensione vitalizia e che questa viene in ogni caso assegnata dallo Stato e non 'concessa' dal ministro. In terzo luogo gli faccio sapere che il sottoscritto si è rifiutato di presentare la domanda di erogazione, da parte anche in questo caso dello Stato e non del ministro, della "provisionale", prevista dalla legge, che può essere richiesta dai familiari delle vittime di mafia che si costitiuiscano parte civile nel realtivo processo. Il sottoscritto ritiene infatti che compito precipuo delle Stato doverebbe essere, prima che l'erogazione di anticipo su un impossibile 'risarcimento', il rendere giustizia alle vittime della mafia".


15 commenti:

bennyraft ha detto...

Diadorim.. Ormai questo blog si sta quasi auto-estinguendo..
Non c'è piu' niente da dire e pensare su Mastella..
Farlo quasi mi sembra continuare a passare nella stessa strada sporca e pestare sempre sulla stessa merda..
Puzza sempre di piu' ed è sempre piu' attaccata allo stesso posto!

Saluti dal Brasile

aras ha detto...

Questa è l'ennesima prova che tra i due la fifferenza di livello è abissale, non tanto per dignità e clesse quanto per intelligenza e tempismo. Incredibile! Ogni volta che il ciccio-ceppalonico apre bocca sono più danni e figuracce che altro. Ma come fa???

Anonimo ha detto...

bennyraft, qst blog può estinguersi solo se si estingue politicamente il Ceppalonico. Non è "sempre la stessa merda", aumenta a dismisura...ignorarla non serve.
Ele

Anonimo ha detto...

Questo Signore (Sic)pensa che il paese reale sia circoscritto al regno di Ceppalonia ,e al regno delle Due Sicilie.
Ogni volta che parla o a titolo di segretario dell' UDEUR o a titolo di Ministro di Grazie e Ingiustizie
pensa di parlare ai suoi Sudditi.
Non è cosi Signor Mastella operazioni di riciclo....Politico
non saranno più possibili, i sudditi hanno capitooooooo.
Saluti ORG.

Anonimo ha detto...

Vittime del dovere, della mafia, del terrorismo? Vittime.

di Salvatore Borsellino
venerdì 23 novembre 2007

"Pochi giorni dopo la strage di Via D’Amelio mia madre chiamo’ me e le mie sorelle, Rita e Adele e ci chiese di farle incontrare le mamme di quei ragazzi che il 19 Luglio si erano stretti attorno a Paolo mente suonava il campanello della sua casa per proteggerlo nell’unica maniera in cui potevano proteggerlo, con i loro corpi.
Non potevano proteggerlo in altro modo perche’ il prefetto di Palermo Mario Jovine non considerava quella strada un obiettivo a rischio e quindi non ne aveva disposto lo sgombero.

Non potevano proteggerlo perche’ il procuratore Pietro Giammanco, pur essendo al corrente che era gia arrivato in citta’ il carico di tritolo per l’assassinio di Paolo, non aveva ritenuto necessario avvertilo del pericolo imcombente.
O anche peggio come forse potremmo sapere se si venisse a conoscere il reale contenuto della strana telefonata che lo stesso Giammanco fece a Paolo alle 7 di mattina dei quel 19 Luglio nel corso della quale la moglie Agnese senti’ Paolo gridare la sua rabbia al telefono in faccia a quello che avrebbe dovuto essere il suo capo e, in quanto tale, avrebbe avuto il dovere di vigilare sulla sua incolumita'.

Lo stesso Giammanco del quale, come ha dichiarato l’allora Maresciallo del carabinieri Carmelo Canale, Paolo aveva intenzione di chiedere l’arresto perche’ si potesse scoprire quello di cui era a conoscenza sull’omicidio Lima, il referente politico, in Sicilia, del senatore a vita Giulio Andreotti.
Grazie alla protezione dei corpi di quei ragazzi che si stringevano introno a lui Paolo rimase quasi intero dopo lo scoppio tanto che sua figlia Lucia, che volle correre ad abbracciarlo per l’ultima volta, ci pote’ dire che Paolo sembrava quasi sorridere, aveva i baffi e la faccia aneriti dal fumo ma sembrava sorridere.

Ma di quei ragazzi non si trovo’ quasi niente, una mano fu trovata in un balcone dei piani alti, un altro venne ricososciuto solo per una brandello del vestito, i pezzi di Emanuela Loi poterono essere riconosciuti solo perche’ era l’unica donna che faceva parte della scorta.
E in quelle bare che furono testimoni muti della rivolta dei palermitani, alla cattedrale di Paermo, contro quel branco di avvoltoi che, scacciati da noi familiari dal funerale di Paolo, volevano almeno sedersi in prima fila ai funerali degli agenti di scorta, non c’era quasi nulla.

Anche se questo non impedì ad uno Stato che mi vergogno a chiamare con questo nome, di richiedere ai gentori di Emanuela Loi il costo del trasporto di quella bara vuota da Palermo a Cagliari.
Mia madre volle incontrare i genitori di quei ragazzi per chiedere di baciare loro, uno per uno, le mani perche’ come disse loro, avevano donato la vita dei loro figli per quella di suo figlio.
Ed oggi uno Stato sempre piu’ indegno, uno Stato di cui sono costretto a vergognarmi di fare parte, uno Stato che mi fa vergognare di essere italiano, costringe i genitori, i figli, i fratelli, i parenti di questi ragazzi e di tante altre vittime della criminalita’ mafiosa, se non dello stesso Stato, a incatenarsi ai cancelli della Prefettura di Palermo per reclamare a voce alta i loro diritti.

Non, badiamo bene diritti economici di un vitalizio equiparato a quelle delle vittime del terrorismo, che pure spetterebbe loro di diritto, ma il diritto a che la loro dignità venga riconosciuta, il diritto a che non vengano cosiderati come vittime di classe inferiore, il diritto a che nelle commemorazioni che pur servono da passerella a politici i cerca di visibilita’, i loro figli, i loro padri, i loro parenti non vengano denominato sbrigativamente “ragazzi della scorta” ma, come è loro diritto, con i loro nomi.

Ma allora perche’ Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non vengono chiamati “i giudici del pool” e basta, forse perche’ la gente si indignerebbe a non sentire i nomi di quelli che considera degli eroi?
Ma perche’ forse non sono degli eroi anche Agostino Catalano,Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Rocco Di Cillo, Antonio Maontinari, Vito Schifani. Anche di Francesca Morvillo non viene spesso pronunziato il nome, come se non fosse morta anche lei accanto a Giovanni.
A fronte di caiscuno di questi nomi, e della serie interminabili di nomi di eroi che non vengono mai nominati ciascuno di noi non dovrebbe nemmeno solo alsarsi in piedi, ma mettersi in ginocchio, e invece li costringiamo ad incaternarsi ai cancelli di una prefettura per reclama il rispetto della loro dignita’.

Io chiedo perdono a Sonia Alfano e a quelli che come lei stanno portando avanti questa lotta nel nome di tutti per non essere li insieme a loro, per non essermi incatenato insieme a loro come di sicuro avrebbe voluto e ci avrebbe ordinato di fare mia mamma se fosse ancora in vita.
Vi chiedo perdono, la lotta che stiamo combattendo ha troppi fronti e non sempre si riesce ad essere dove il nostro cuore ci vorrebbe portare, ma sappiate che sono insieme a voi, che Paolo Borsellino è insieme a voi e che insieme a lui la lotta di tutti noi, di tutti noi uniti, riuscira’ a realizzare il sogno di giustizia e di liberta’ per cui sono morti i vostri figli, i vostri padri, i vostri compagni, i vostri fratelli."

cassandra ha detto...

onoreVOLO,
ieri sera l'abbiamo visto teso...
come si dice...riso amaro.
per di più in una puntata di comici (o servi?)...
si faccia coraggio che, suvVIA,l'attende il boia!
e si stampi per bene in mente che:

"NO JUSTICE NO PEACE"

bennnyraft ha detto...

Diadorim.. ti mando l'ultima di Mastella..
Leggendo questa notizia mi è andato il sangue al cervello..
Spero che il destino lo colpisca duramente..


Rai: rinviata fiction su vittima di mafia
Mastella: «Poteva turbare serenità dei giudici». Il fratello della donna uccisa: «Mi auguro sia in buona fede»

Anonimo ha detto...

'Sto Mastino è senza vergogna.
La sua lettera rivela tutta la mafiosità politica del personaggio.
Secondo lui tutto si ottiene per raccomandazioni e scambi di favori, non per diritto e merito. Pensioni e vitalizi li "concedono" i potenti ai quali occorre "baciare le mani".
E questo sarebbe il nostro Ministro della Giustizia?
Vergogna!!!

Anonimo ha detto...

Ho letto la notizia sul celere intervento del Ministro di Disgrazia e Ingiustizia per bloccare la fiction Rai....mi vergogno profondamente di essere italiana

http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_23/fiction_mafia_annullata_f0564c60-99f3-11dc-aff3-0003ba99c53b.shtml

Anonimo ha detto...

Ma come si fa a parlare di estinzione? Materia ce ne sara' sempre : leggete qui e poi qualcuno mi aiuti ad interpretare soprattutto l'ultimo periodo, perche' non credo di esserne capace....( quando uno e' filosofo, e' filosofo!)


Intercettazioni: Mastella, no a diffusione Non èfascismo
23 novembre 2007 alle 19:46 — Fonte: repubblica.it voti— 0 commenti
“Non sono d’accordo con l’affermazione dell’ex procuratore D’Ambrosio perché vietare la divulgazione delle intercettazioni non vuol dire tornare al fascismo.

Mi pare un’esagerazione.” Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella a ‘Sky Tg24 Sera’ riferendosi alle polemiche sull’utilizzo delle intercettazioni che hanno generato anche lo scandalo di presunti accordi fra Rai e Mediaset su palinsesti e telegiornali. “Non possono essere divulgate cose che finiscono per essere inquinanti ed avvelenano l’atmosfera politica, morale o fintamente morale — ha affermato Mastella — ho grande rispetto della stampa americana che mette in discussione chiunque, ma svolge la stessa attività investigativa, sostituendosi all’investigatore puro. Attingere da una fonte non è il modo migliore di fare giornalismo, è un’investigazione pigra, di risulta ci sono tanti giornalisti che sono megafoni di attività giudiziarie e a questo un giornalista serio non si deve prestare”. Per il Guardasigilli, “che ci sia qualcuno che impone di ascoltare non lo so ma che ci sia un ascolto delle intercettazioni è evidente e non mi pare democratico”.

Tancredi ha detto...

Diciamo che con questa storia del vitalizio voleva corrompere pubblicamente il fratello di Borsellino. Fine politico il Mastellino, meno male che ha fatto solo l'ennesima figuraccia...

Anonimo ha detto...

Cara mater mastellarum,
si fa chiudere un bloog perchè si intitola MASTELLATIODIO, veramente non capisco, l'odio è pur sempre un sentimento molto meglio dell'indifferenza che è un sentimento
PERICOLOSISSIMO per un politico tutto preso ad accalappiar VOTI.
Eppoi perchè vuoi essere a forza AMATO e non odiato ce una legge ITALIANA che vieta a qualcuno di odiare....se questa legge la proposta lei io non ne sono al corrente a me personalmente se decidi di traslocare nel saara ....la cosa mi lascia indifferente.

Anonimo ha detto...

Che schifo,mi vergogno di far parte di una nazione che ha come Ministro della Giustizia un mafioso. Che ha a tutti i livelli politici gente corrotta e mafiosa.
Spero che questa situazione disgustosa prima o poi cambi, ma per adesso l'unica cosa che mi viene in mente, anche se non serve a niente è:

ANDATEVENE TUTTI AFFANCULO!
Mastella tu stai davanti

Luca da PG

Anonimo ha detto...

Luca da PG, come ti capisco!
Anch'io sono nauseato da tutto questo, e sto seriamente pensando di emigrare!
E poco importa se dovrò fare un lavoro meno qualificato: la dignità, almeno io (come te e molti altri), non la perderò!

Dario (PD)

Angelo ha detto...

Incredibile Mastella, davvero non si smentisce mai. Ha dichiarato che è opportuno che Mediaset blocchi l'ultima puntata della serie "Il Capo dei Capi" sulla vita di Salvatore Riina, ritenendo che possa creare modelli negativi:
1) L'ultima puntata rappresenta la vittoria dello stato sulla mafia (almeno una battaglia)
2)Dovrebbe concentrarsi su altri fatti invece che di una fiction
3)E' strano che uno che ha nominato coordinatore nazionale dei giovani dell'UDEUR Francesco Campanella, famoso al pubblico per aver fornito documenti falsi a Bernardo Provenzano per farsi operare ad una clinica privata; ripeto è strano che uno così ritiene che una fiction sul capo dei corleonesi possa creare falsi modelli da seguire, visto che insegna che per diventare coordinatore nazionale giovani dell'UDEUR devi essere un fedelissimo dell'ultimo boss di cosa nostra.
Se fosse stato più adulto magari lo faceva vicesegretario nazionale del partito.

IL PRIMO PARTITO DELLA STORIA CHE SUONA COME UN RUTTO: UDEUR !!!

IL PRIMO PARTITO DELLA STORIA CHE SUONA COME UN RUTTO: UDEUR !!!

ATTENZIONE: SOGGETTO PERICOLOSO !

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